Quali sono i dolci tipici romani che trovi in osteria
Nel nostro menu i dolci sono sette. Tre vengono dalla tradizione di Roma e del Lazio: la crostata ricotta e visciole, le ciambelline al vino e i tozzetti alle nocciole. Il quarto, il tiramisù, ha un’altra origine ma una storia da raccontare anche lui. Gli altri tre, la panna cotta, la millefoglie e il sorbetto, sono lì per chi a fine pasto vuole qualcosa di diverso: li trovi in fondo.
Crostata di ricotta e visciole, il dolce della cucina ebraico-romana
Turismo Roma, il portale turistico del Comune, la definisce “un grande classico della cucina ebraico-romana”. La sua origine viene fatta risalire al Settecento, quando alcuni editti papali vietarono agli ebrei di commerciare latticini. Per non farsi scoprire dalle guardie, alcuni fornai avrebbero nascosto la ricotta tra due strati di pasta frolla, mescolata alle visciole perché si vedesse meno.
Le visciole sono una qualità di ciliegia: il Vocabolario Treccani le descrive di colore rosso scuro, con succo rosso sanguigno e sapore nettamente acido. È quell’acidità a tenere in equilibrio la ricotta, che da sola sarebbe solo dolce e morbida.
La ricetta tradizionale, sempre secondo Turismo Roma, ha un disco di frolla alla base, uno strato di confettura di visciole, sopra la crema di ricotta aromatizzata alla sambuca e un secondo disco di frolla a chiudere. Al Portico d’Ottavia, nel vecchio Ghetto, uno dei forni storici la prepara ancora con una ricetta che tiene segreta.
La ricetta tradizionale, se vuoi provarla a casa
Turismo Roma pubblica anche una versione da fare in casa, per una teglia da 24 centimetri. Per la frolla servono 400 grammi di farina 00, 200 di zucchero, 200 di burro a temperatura ambiente, quattro tuorli e la scorza di un limone. Per il ripieno, 400 grammi di ricotta, 120 di zucchero, un uovo, due cucchiai di sambuca e circa 350 grammi di confettura di visciole.
La frolla va impastata in fretta e lasciata riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Poi si stende nella teglia imburrata, tenendone da parte un po’ per le strisce. Sopra va uno strato di confettura e poi la ricotta lavorata con zucchero, uovo e sambuca. Si chiude con le strisce di frolla e si cuoce a 180 gradi per circa un’ora, controllando dopo 45 minuti. Si serve fredda di frigorifero.
Da noi la crostata ricotta e visciole costa 6,50 euro. È il dolce da scegliere se a cena hai preso un piatto deciso, come la coda alla vaccinara o la gricia: una fetta basta, e le visciole asprigne alleggeriscono il finale.
Ciambelline al vino, le ‘mbriachelle dei Castelli
Ai Castelli Romani le chiamano “‘mbriachelle”. Turismo Roma le descrive come un dolce tipico dei Castelli di origine antichissima, fatto con quello che c’era in ogni casa: farina, olio d’oliva, vino e zucchero. Escono dal forno friabili, dorate o brunite, coperte di cristalli di zucchero, e durano a lungo se si tengono all’asciutto.
Una volta, nel Lazio, si preparavano soprattutto per regalarle durante le feste. Oggi si fanno tutto l’anno e sono il fine pasto delle fraschette e delle trattorie dei Castelli, con un bicchiere di vino in cui inzupparle. Non hanno dosi precise: chi le fa in casa misura gli ingredienti a occhio, con un bicchiere o una tazza.
Nel nostro menu le trovi come “ciambelline al vino e vino cotto”, a 7 euro. Sono piccole e si dividono facilmente: un piatto basta per tutto il tavolo.
Tozzetti alle nocciole con il passito
Il Treccani spiega che “tozzetto” è il nome dato nel Lazio a un biscotto fatto con farina, uova, zucchero e nocciole tostate intere, a volte mandorle, simile nell’aspetto ai cantucci toscani.
Da noi i tozzetti sono alle nocciole e in menu sono abbinati al passito: “tozzetti alle nocciole e passito”, 9 euro. Se siete in due e non sapete se scegliere questi o le ciambelline, ordinateli entrambi e fate a metà.
Il tiramisù, trevigiano, con il savoiardo fatto in casa
Nel nostro menu c’è anche il tiramisù, che non è un dolce romano. Il Treccani lo definisce un dolce semifreddo al cucchiaio di origine trevigiana, preparato in origine con savoiardi imbevuti nel caffè freddo, crema di mascarpone, zucchero, uova e cacao amaro.
Il nostro lo prepariamo con il savoiardo fatto in casa, come è scritto in menu. Costa 7 euro.
Il tiramisù è anche uno dei piatti che si impara a preparare con Mani in Pasta, la nostra cooking class: insieme alle fettuccine e ai ravioli, si prepara anche il tiramisù, passo dopo passo.
Gli altri dolci del menu
Per chi vuole altro, ci sono tre dolci senza pretese di tradizione romana:
- la panna cotta, con Nutella, frutti di bosco o caramello, a 6 euro;
- la millefoglie alla crema, con frutti di bosco o Nutella, a 7 euro;
- il sorbetto di frutta, fatto in casa con la frutta fresca di stagione, a 7 euro.
Il sorbetto è la scelta più leggera dopo una cena con il quinto quarto o con l’abbacchio. Tutti i prezzi sono nel menu completo.
Come ordinare il dolce se siete in tanti
A un tavolo di quattro persone conviene fare un giro di assaggi: una crostata ricotta e visciole, un tiramisù, le ciambelline al vino e i tozzetti con il passito, da mettere al centro. In tutto fa 29,50 euro, e ognuno prova i tre dolci laziali più quello trevigiano.
Dopo il dolce ci sono il caffè (2 euro) e un giro di digestivi: amari a 5 euro, limoncello, genziana e grappa a 4. Se ti interessa da dove vengono anche i primi e i secondi che arrivano prima del dolce, li raccontiamo nell’articolo sui piatti tipici romani.
Dove siamo e come prenotare
L’Antica Osteria di Roma è in Corso Vittorio Emanuele II 258, sulla Piazza della Chiesa Nuova, nel rione Parione. Campo de’ Fiori e Piazza Navona sono a pochi minuti a piedi. Siamo aperti tutti i giorni dalle 11 alle 22.
Per un tavolo usa Prenota un tavolo. Per domande sul menu chiamaci allo 06 6549 3365 o scrivi a reservation@anticaosteriadiroma.it.
