Piatti tipici romani: la storia e i segreti della cucina che ha fatto le osterie

Cucina romana

I piatti tipici romani non nascono nei ristoranti eleganti. Nascono nelle osterie, nelle cucine di quartiere, nelle case dei rioni popolari. Sono piatti poveri nel senso più nobile: fatti con poco, fatti bene, fatti per nutrire davvero. E sono sopravvissuti a secoli di mode gastronomiche perché sono semplicemente insuperabili. In questo articolo trovi:

  1. La cucina romana autentica: da dove viene e cosa significa
  2. Carbonara romana originale: la ricetta e i suoi segreti
  3. Coda alla vaccinara: il quinto quarto che ha conquistato tutto
  4. Carciofi alla giudia: il fritto che Roma ha inventato
  5. Cosa si mangia in osteria a Roma: il menù completo della tradizione
  6. Cucina romana autentica: come riconoscerla davvero

La cucina romana autentica: da dove viene e cosa significa

The cucina romana autentica è figlia della necessità e della creatività popolare.
Per secoli, le classi popolari di Roma hanno cucinato con quello che avanzava, le interiora degli animali macellati, le verdure di stagione, i legumi secchi, il pane raffermo.

Da questa economia del poco è nata una delle cucine più ricche e riconoscibili del mondo.

Le osterie erano il posto dove questa cucina veniva servita ogni giorno. Non come esperienza gastronomica, ma come pasto. Semplice, abbondante, vero.

Carbonara romana originale: la ricetta e i suoi segreti

The carbonara romana originale ha quattro ingredienti: guanciale, uova, Pecorino Romano DOP, pepe nero.

Nient’altro. Non pancetta, non panna, non cipolla. Chi aggiunge qualcosa non sta facendo la carbonara, sta facendo un’altra cosa.

I segreti della carbonara vera:

  • Il guanciale, non la pancetta. Il guanciale ha una percentuale di grasso diversa, un sapore più intenso, una croccantezza che la pancetta non raggiunge mai
  • Le uova, tuorli e albumi in proporzione precisa, emulsionati fuori dal fuoco per non fare la frittata
  • Il pecorino Romano DOP, non parmigiano. Il parmigiano ammorbidisce, il pecorino dà carattere
  • Il pepe, macinato al momento, abbondante. Non è decorazione, è ingrediente

All’Antica Osteria di Roma la carbonara è su mezza manica, con Uova San Bartolomeo e Pecorino Romano DOP “SEPI”. A 13 euro. Fatta come si deve.

Coda alla vaccinara: il quinto quarto che ha conquistato tutto

La coda alla vaccinara è il piatto simbolo del quinto quarto romano, le parti dell’animale che i macellai del Testaccio tenevano per sé quando il resto andava ai nobili.

La coda di manzo viene brasata per ore in un soffritto di sedano, carote, cipolla, pomodoro e spezie. Il risultato è una carne che si scioglie, un sugo denso e profumato che profuma tutta la cucina.

All’Antica Osteria la serviamo in due modi: come secondo piatto intero, o come condimento per la fettuccina all’uovo fatta in casa.

La fettuccina assorbe il sugo in modo che nessun formato di pasta industriale riesce a fare.

Carciofi alla giudia: il fritto che Roma ha inventato

I carciofi alla giudia vengono dal Ghetto ebraico di Roma, uno dei quartieri storici più antichi della città, a pochi minuti da dove siamo noi.

Si prendono i carciofi romaneschi, si puliscono, si schiacciano e si friggono in olio bollente due volte. Il risultato è un fiore croccante fuori, morbido e profumato dentro, senza panatura, senza farina, senza niente.

È uno dei pochi piatti al mondo dove la tecnica è tutto e gli ingredienti sono uno solo.

Cosa si mangia in osteria a Roma: il menù completo della tradizione

Un menù di osteria romana vera segue la stagionalità e rispetta la tradizione.

Ecco cosa trovi all’Antica Osteria di Roma:

Appetizers:

  • Tagliere di salumi viterbesi e formaggi: prosciutto crudo 24 mesi, capocollo, guanciamia, salame corallina, caciotta romana, pecorino stagionato
  • Uovo in trippa: frittata ripassata al sugo con menta e Parmigiano Reggiano 24 mesi
  • Coratella coi carciofi
  • Fagioli con le cotiche
  • Polpette fritte con salsa cacio e pepe

Primi:

  • Carbonara, amatriciana, gricia, cacio e pepe, i quattro pilastri
  • Pajata con mezza manica
  • Ragù della nonna, cotto lentamente per tutta la notte
  • Ravioli di ricotta e spinaci burro e salvia, o al ragù della nonna
  • Lasagna del giorno fatta in casa

Secondi:

  • Abbacchio alla romana con patate al forno
  • Saltimbocca alla romana
  • Guancia di manzo brasata al Cesanese con purè
  • Galletto ar mattone
  • Baccalà alla trasteverina con pomodori, uvetta e pinoli

Desserts:

  • Tiramisù con savoiardo fatto in casa
  • Crostata ricotta e visciole
  • Ciambelline al vino e vino cotto
  • Tozzetti alle nocciole e passito

Cucina romana autentica: come riconoscerla davvero

Non basta leggere “cucina romana” sull’insegna. Ecco come capire se quello che hai davanti è autentico:

  1. Gli ingredienti hanno un nome preciso, non “pecorino” ma “Pecorino Romano DOP”. Non “pomodoro” ma “Polpa Pomodoro Rosso Gargano”
  2. La pasta fresca è fatta in casa, tonnarelli, fettuccine, ravioli. Non comprata
  3. Il quinto quarto è in menù, trippa, coratella, pajata, coda. Chi non li serve non conosce davvero la cucina romana
  4. Il menù cambia con la stagione, i carciofi d’inverno e primavera, l’abbacchio a Pasqua, le zucchine d’estate
  5. I prezzi sono onesti, una carbonara vera non costa 7 euro, ma non ne costa nemmeno 30

TheAntica Osteria of Rome è in Corso Vittorio Emanuele II, 258, a Piazza della Chiesa Nuova, nel centro storico. Aperta tutti i giorni 11:00–22:00.

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